Friday, 20 May 2016

Perù e le sue meraviglie Inca

Perù

Il Paese affascina il mondo per qualità come la gastronomia (considerata la migliore destinazione culinaria al mondo), la cultura locale (vi sono più di 6000 feste tradizionali in un anno, quindi molto più di una al giorno!), i paesaggi naturali (qui si trova il 70% della biodiversità del Pianeta), panorama mozzafiato e siti archeologici sublimi.

Lima, la capitale.
 
È l’unica città affacciata sull’Oceano, ma non si considera meta balneabile.

Qui hanno sede tre dei migliori ristoranti del mondo.

Museo di Mario Testino, il MATE, ovvero un famoso fotografo.

Sito archeologico Caral, risalente a 5000 anni fa, all’epoca delle civiltà dell’Egitto e Mesopotamia.

Ica
Il panorama del deserto con le dune è inconfondibile.

Linee di Nazca: figure del deserto costruite da linee lunghe anche decine di chilometri. L’unica figura visibile dall’uomo a livello del mare è il “candelabro”.

Le Islas Ballestas sono parte delle ricchezze naturali della regione, addirittura considerate “piccole Galàpagos”.

Lo sport più praticato e che attrae molti turisti è il sandboard.

Arequipa
Città immersa nelle ande. È circondata da tre vulcani, ed è infatti costruita con materiale vulcanico (siar) che regala alla città un aspetto lunare.
 
Il Monastero di Santa Catalina: un antico monastero di clausura, dove si possono visitare le celle delle monache. Viene descritto come una cittadella fortificata, un’oasi di pace con cortili interni colorati molto suggestivi.

Museo della mummia Juanita: conserva la mummia di una ragazza Juanita, in stato di conservazione ottimo, infatti ne si possono ancora notare i capelli.
 
Valle del Conca: qui, al termine, si trova il Mirador del Condor, ovvero all’interno del Canyon più profondo del mondo si possono avvistare i condor.

Puno

È la regione più alta, e per chi soffre di problemi di altitudine non è consigliabile visitarla (3.800 metri).
 
Lago Titikaka: il lago navigabile più alto del mondo. Qui vi risiedono gli Uros, popolazioni isolate dalla società moderna, con le quali si può provare a vivere per un periodo.

Festa della Virgen de la candelaria (Febbraio), sfoggio di maschere e costumi.

Cusco

Nel cuore delle Ande, è una città bellissima di cuore barocco, dovuto alla dominazione spagnola che distrusse i segni della civiltà Inca, per imporvi il proprio potere.

Tempio del Sole: magnifico esempio di architettura Inca, oggi in parte conservato. Era venerato come il centro del mondo dalla popolazione.
 
Valle Sacra: conduce gradualmente a Machu Picchu. Qui si possono ammirare le saline, fonte di guadagno ancora oggi dalle popolazioni locali.

Morai: sistema di piattaforme circolari, dovuto a periodi di sperimentazione agraria.

Machu Picchu: si raggiunge con treni di vario stile e costo, tutto panoramici dove si può ammirare il paesaggio mentre si procede verso il sito vero e proprio. Si può raggiungere anche a piedi attraverso trekking della durata di anche una settimana.
 
Aguas calientes: ai piedi di Machu Picchu. Da qui, con dieci minuti di navetta, si arriva al sito, dove sulla sommità di un promontorio si gode di una vista emozionante.

Feste a Cusco: Inti Raymi, risalente agli Incas.

Gli sport sulle Ande più attraenti sono il Bunjee jumping, Sky Lodge dove pernottare, Zipline.

Zona Nord: qui la balneazione è più praticabile, soprattutto si pratica surf.
È il luogo in cui si sviluppo la civiltà Moche.

La Libertad

Signora del Cao, corpo di civiltà antichissima a cui è dedicato un museo.
 
Cianciàn: la città di fango più grande del mondo.

Lambayeque

Qui si trova il Signore del Sipàn, sepolto.

Madre de Dios
 
Qui si trova parte della regione amazzonica, pluviale per cui le piogge si verificano tutto l’anno.
 
Sport praticati: kayak, zipline, cammiata sui ponti sospesi e canopì.

Loreto
Regione all’estremo Nord, attaccata al Brasile, dove si comincia a vedere l’Amazzonia. Panorami con pappagalli colorati, giaguari e i tipici delfini rosa del Rio delle Amazzoni sono presenti.


Zona tipica per effettuare crociere lungo i fiumi.


Vi risiedono numerose popolazioni indigene locali che hanno deciso di allontanarsi dalla civiltà moderna per rimanere e vivere come se nell’antichità.

Thursday, 19 May 2016

"Arrivederci, Valle della Morte", Death Valley California


La valle della Morte è stata così soprannominata perchè nel 1849, emigranti interessati alle risorse d’oro della California, si smarrirono dentro al bacino profondo 193 chilometri, trascorrendo drammaticamente due mesi di “fame e sete e un inquietante silenzio”.


Uno degli ultimi uomini a lasciare il luogo, guardò verso il basso da una montagna, e disse: “Arrivederci, Valle della Morte”.

Qui si registrò la temperatura più alta mai avuta sulla Terra: 134 F, ovvero 56° C.
È anche il punto più profondo del Continente sotto il livello del mare: 282 piedi, ovvero 86 metri.


Death Valley is known for extremes: It is North America's driest and hottest spot (a record high of 134°F), and has the lowest elevation on the continent—282 feet below sea level.

In 1849 emigrants bound for California's gold fields strayed into the 120-mile long basin, enduring a two-month ordeal of "hunger and thirst and an awful silence."
One of the last to leave looked down from a mountain at the narrow valley and said, "Good-bye, Death Valley."

As night falls, Death Valley's elusive populations of bobcats, kit foxes, and rodents venture out. Far above on steep mountain slopes, desert bighorn sheep forage among Joshua trees, scrubby junipers, and pines, while hawks soar on thermals rising into vivid blue, cloudless skies.

Badwater Basin, the lowest point in the U.S. The vertical drop from the peak to Badwater Basin is twice the depth of the Grand Canyon.

Thickly clumped stems of arrowweed (Pluchea sericea) form the "corn shocks" of the Devil's Cornfield in Death Valley National Park. A popular nearby area is the Devil's Golf Course, a rocky, salt-encrusted area where "only the devil could play golf."

E' la bellezza interiore che crea fascino, eleganza, e fa innamorare le persone di noi.

Capita, spesso o più raramente, di essere preoccupati del proprio aspetto fisico.
Ci chiedono di uscire la sera, e a volte quasi rinunciamo ad andare perché non ci piacciamo, non troviamo il vestito adatto, o il nostro corpo è più gonfio del solito.
Il cappellino nero che mettiamo sempre per coprire i nostri capelli brutti e arruffati, è già stato indossato troppe volte. Vorremmo cambiarlo, ma non ne abbiamo un altro, o comunque anche gli altri sono già stati messi e rimessi.
E la nostra serata si trasforma in delusione, in angosce e tristezze, e automaticamente trasformiamo in “bruttezze” del corpo tutti i nostri problemi della vita.

Ecco, è proprio questo il problema.
Perché mi crea problemi indossare due volte gli stessi pantaloni? E ci si accorge che sia un problema quando anche i jeans con il cartellino attaccato, nuovi di zecca, rimangono piegati nell’armadio e non ci viene voglia di metterli. Allora non è il nuovo il problema. Ma quindi cosa c’è che non funziona?
Sia che facciamo tre ore di palestra, e dopo mangiamo un pezzo di mela e una zucchina, oppure sia che stiamo tutto il giorno sedute mangiando cioccolata, ecco in tutti e due i casi difficilmente siamo certi che l’umore la sera verso il nostro corpo sia positivo. E quindi cosa succede che ci fa stare male?
Sicuramente la palestra aiuta, ma il segreto per liberarsi da queste ossessioni è un altro.

Me ne sono resa conto con il tempo, ma ne sono consapevole e vorrei gridarlo al mondo intero, e vorrei che tutte quelle dolci ragazze o ragazzi che sento aver problemi con il proprio fisico, per un attimo almeno capissero di cosa sto parlando, provassero a sentire dentro di loro ciò che provo io, ciò che intendo.

Il sentimento di gioia e felicità è dato da un’armonia che si crea in noi stessi.
Questa serenità, queste emozioni positive, sono direttamente proporzionali alla stima che abbiamo di noi stessi.

Ora bisogna definire cosa s’intende per “stima”.
Significa appagamento del proprio posto nel mondo, del proprio vivere. Ovviamente esistono tanti modi di intendere questo senso di equilibrio quante persone esistono al mondo.
Ma per essere più generali e cercare di comprendere tutti, si può dire che il sentimento di felicità nell’uomo non è nient’altro generato da una serenità completa de corpo, fatto questi di fisico e mente.

Ecco allora che arriviamo al punto.
Dobbiamo star bene sia di fisico che di mente. Ma essendo onesti, e osservandoci e pensando che per problemi di fisico si intendono malattie, ovvero obesità, infezioni, tumori… perché nonostante siamo in salute non sentiamo felicità dentro di noi? E ci preoccupiamo ancora per quel naso troppo vistoso, o quelle gambe troppo poco muscolose?

Perché la nostra mente trasforma le debolezze mentali in problemi fisici.
Tutte le angosce e preoccupazioni riguardo il nostro carattere, le nostre insicurezze, vengono “scambiate” dalla nostra mente per corpo troppo basso o spalle troppo larghe.

Abbiamo dei problemi al lavoro e non riusciamo ad esprimerci come vogliamo? 

La sera, quasi sicuramente, per molti, la mente dirà alla persona che l’angoscia provata consiste in realtà in grasso sui fianchi, o qualsiasi altra “bruttezza fisica” creata in modo fittizio per sollevarci dal fatto che forse domani dovremo essere migliori al lavoro.


È tutto li il problema.

Quindi, quando ci sentiamo inadeguati o …”brutti”, nel vero senso della parola, non dobbiamo far altro che ripeterci questo, e cercare di capire questo meccanismo.
È molto più comodo far ricadere la bruttezza su un aspetto fisico piuttosto che su una debolezza di carattere che è molto faticosa da modificare.

Il corpo perfetto a cui tanti aspirano, non è altro che una perfezione irreale, una perfezione che non esiste in realtà, non porta a nulla.
È una perfezione che falsamente la nostra mente ci porta a considerare come la felicità assoluta, ma è falso!
Sono tutte idee che per comodità ci creiamo, per non pensare a tutti gli aspetti del carattere e della personalità molto più scostanti e fastidiosi.

Quando usciamo di casa e pensiamo che ci guardano per l’aspetto fisico, proviamo a pensare ad essere in una stanza al buio e far si che gli altri ci notino lo stesso: dovremmo per forza concentrarci sulla nostra personalità, giusto? Altrimenti senza parlare non avremmo modo.

È la bellezza interiore che crea fascino, che crea eleganza, che fa innamorare le persone di noi.


E questa bellezza non è nient’altro che un mix di tutto ciò di cui siamo fatti: la nostra passione più grande (cucinare, ballare, decorare, leggere, recitare), il nostro modo di amare (amo di più gli amici, adoro solo il mio fidanzato, amo gli animali, amo la natura,…), la nostra dedizione, il modo di ballare, i gusti nella musica, e potrei andare avanti così per ore. 

Insomma, in una parola: conoscersi. E rendersi conto dei propri punti di forza.
Abbiamo dei punti di debolezza? Cerchiamo però di individuarli! E iniziare a capire che se vediamo che quel vestito non ci sta bene, significa che in realtà il problema è un aspetto del nostro carattere che non ci piace, è una tristezza avuta quotidianamente.

E se continuiamo a credere che in realtà il fisico è il problema, facciamo due passi indietro e guardiamo la situazione da distante: siamo davvero così non in salute? Siamo malati? Ci crea problemi a sopravvivere la nostra conformazione?
Se la risposta è no, allora convincetevi che sono instabilità mentali.
E andremo a risolverleJ

Amatevi cosi come siete, e quando finalmente accettate di uscire di casa nonostante le perplessità avute precedentemente, pensate ad essere belli nel carattere, sorridete, concentratevi a far ridere gli altri, esprimete le vostre passioni, ciò di cui siete fatti, discutete del mondo, dei viaggi, fatevi conoscere per ciò che pensate di questo o quel ragazzo.
 

Aprite il cuore, e fate uscire la vostra bellezza interiore. 

Non immaginate nemmeno cosa ne possa uscire.
Vi sentirete liberi da una gabbia, sentirete cosa significa volare per davvero, essere leggeri.E liberi. E feliciJ




Il segreto per diventare ciò che vuoi. Non smettere mai di provare.

Tu sei unico, non esiste nessun altro al mondo uguale a te!

E' vero. Spesso ci ritroviamo a immaginare la persona che vorremmo essere. Gli obiettivi di cambiamento che ci prefissiamo molte volte derivano dall'osservazione degli altri. Oppure dalla constatazione che sì, potremmo essere migliori, ma soprattutto continuiamo a sostenere che è possibile il cambiamento ma per qualche motivo non riusciamo a raggiungerlo. 

Quante volte ci osserviamo allo specchio, ma dobbiamo quasi subito distogliere lo sguardo perchè l'immagine riflessa indica fallimento, tristezza, insignificante soprattutto se messa in paragone con altre realtà di successo, di fama internazionale, popolari, lodate da tutti.

Per prima cosa, dobbiamo capire che questi pensieri sono nient'altro che frutto della nostra mente. Risultato di un metodo di ragionare non sano, di un modo di vivere infelice, segnato da molte sconfitte e disillusioni.

La nostra mente fa parte del corpo, e quindi anche lei può ammalarsi, può non funzionare correttamente, così come succede al cuore, alla pressione, alle articolazioni.

E poichè la mente elabora non solo vista, udito, tatto (funzioni più comunemente considerate "problemi di salute"), ma anche emozioni e il ragionamento, allora perchè non diciamo a noi stessi che il pensare negativo e la tristezza sono assolutamente sintomi di malattia? Spesso non ci rendiamo conto di ciò, e invece anch'esse sono disfunzioni che come una caviglia slogata possono essere curate!

Ritornando al discorso iniziale, i sentimenti di tristezza e umore sono risultato di una mente non sana, non in salute. 

Una stessa persona che ci può sembrare più felice di noi, in realtà non ha niente in più o in meno, ma ha solo una mente sana!

La felicità è sinonimo di salute.

Detto ciò, i pensieri positivi non sono altro che risultato di una mente sana. E' come la febbre. Quando ne siamo contagiati, non riusciamo a ragionare nel migliore dei modi, ma curandola torniamo a padroneggiare le nostre funzioni base. Ecco che il pensiero negativo è come la febbre.

Una persona positiva e felice, invece, guardandosi allo specchio, avrebbe moltissime sensazioni di gioia e orgoglio che purtroppo sono impossibili da percepire per una persona negativa. 

Vogliamo diventare positivi e felici?

Per farlo, è imprescindibile annientare tutti gli scheletri nell'armadio che possediamo. Le nostre tristezze e paura quotidiane (che proviamo in una litigata con il collega al mattino, oppure l'ansia che abbiamo prima di un esame, o le indecisioni riguardo come programmare la serata, ci sono innumerevoli cause di disequilibrio mentale. è per questo che la maggior parte delle persone sostengono di non essere felici in generale, perchè comunque OGNI GIORNO, si vivono moltissimi momenti bui, e i pochi attimi di contentezza non danno la felicità. INFATTI NON SONO LA FELICITA').

Essere felici non significa non avere problemi, ma significa saperli affrontare nel modo giusto, conoscere noi stessi e dare una spiegazione a tutti i nostri comportamenti.
per arrivare a fare ciò, è necessario lavorare sulla propria esistenza attraverso analisi psicologica. 

Ora, non tutti hanno intenzione di intraprendere questo cammino, ma possono comunque ragionare su se stessi grazie all'aiuto di altre persone, o grazie ai racconti di altri che hanno sostenuto un analisi e sanno per certo che si può essere felici.

Io sono felice.

Ci sono voluti moltissimi anni per raggiungere questo obiettivo, ma ora posso dire di avere ogni situazione sempre sotto controllo.

Adoro la vita.

Pensiamo innanzitutto che non esiste nessuna persona al mondo uguale a noi stessi. Noi siamo stati in compagnia di noi stessi (scusate il gioco di parole) per tutta la vita. Da sempre. E dobbiamo essere quindi i nostri migliori amici.

Bisogna parlare con noi stessi, e molti di noi lo fanno già sempre ma non se ne rendono conto! Ecco, il diventarne consapevoli è fondamentale per vivere bene.

Noi possiamo diventare chiunque vogliamo.

Vorrei far vivere tutti per un momento nella mia persona, aver provato ciò che provo io e provare ciò che sento ora, per far capire cosa intendo. 
Non sono molto brava con le parole, ma vi assicuro che cinque anni fa, mai e poi mai avrei scommesso sul fatto che oggi sarei diventata cosi.
La mia vita è cambiata, sono cambiata, ed è una sensazione da brividi.

Tutto è possibile, il segreto per renderlo tale?

Pazienza. Pazienza. Pazienza.

Perdonarsi dei propri errori. Ancora oggi molte volte mi vedo non nel modo in cui vorrei, e sbaglio, ma in realtà sono tutte occasioni di cambiamento. 

Bisogna sempre ripartire, quando si pensa di aver sbagliato e che non c'è rimedio, è li che bisogna dire: ci riprovo ancora. 

Non smettere mai di provare significa essere già arrivati al proprio scopo.

Basta pochissimo.

Vuoi essere un campione del calcio?
provaci. Fai provini. Non vanno bene? continua a andare a vedere partite, conoscere gente. dopo anni non è ancora successo nulla? continua a provare.
Ti sfido a venire qui e dirmi che mi sono sbagliata se a forza di provare non raggiungerai il tuo sogno. Sfido chiunque.

Vuoi diventare famosa? Vuoi diventare un'attrice?
Allenati, frequenta luoghi giusti, provaci sempre. 

Ovvio, molte volte non si hanno nemmeno le forze per provare, per cercare le occasioni ma si pensa che arrivino da sole. e ci viene una rabbia inimmaginabile se ci viene detto che siamo noi la causa del nostro male.

Ma non arrabbiatevi, accettate che ora siete cosi e avete bisogno dei vostri tempi per provare. dire questo, è già un passo verso il successo!
Se riuscirete a perdonarvi in quel momento, vedrete come siete già cambiati!

Il segreto è non mollare mai.

Se oggi non abbiamo voglia di compiere nessun cambiamento, bene, aspettiamo domani! e perdoniamoci, stiamo tranquilli a fare esclusivamente ciò che ci viene voglia di fare, che sia stare sul divano o mangiare qualcosa. E consideriamo questo come un momento transitorio ancora parte delle nostre vecchie abitudini, che stanno per cambiare!

Tu sei unico, e più soffri e ti senti buio dentro, più la tua felicità e i tuoi successi saranno grandi. 

Wednesday, 18 May 2016

Svegliarsi assaporando il Caffè Colombiano

Svegliarsi al mattino con il profumo del buon caffè è uno dei segreti per amare la vita, e trascorrere delle giornate incredibili.

Bisogna alzarsi amando il mondo.

Questa mattina ho deciso di viaggiare attraverso la Colombia, più precisamente l’Eje Cafetero, una regione colombiana dove si produce il miglior caffè del mondo.
 
Dall’anno 2011 è diventata Patrimonio dell’Unesco, per riconoscere questo paesaggio culturale meraviglioso denominato Paesaggio Culturale del Caffè.
La produzione di caffè di alta qualità è dovuto alle condizioni climatiche della regione, con periodi di raccolta relativamente brevi.
Gli agricoltori della zona hanno sviluppato tecniche di coltivazione, raccolta e produzione del grano, tutto curato “granello per granello”, e hanno conservato questi antichi metodi nonostante la massiva industrializzazione dell’agricoltura.

La famosa icona pubblicitaria “Juan Valdez”, ovvero un contadino vestito con gli abiti tradizionali della zona, ovvero sombrero e poncho, accompagnato da un asinello, costituisce il trionfo della popolarità di questa regione della Colombia. È rappresentato da uomini veri che si succedono durante gli anni.

L’asse del caffè (eje cafetero) colombiano deve la sua prosperità al caffè, grazie al quale ha creato un’identità propria con tradizioni inimitabili, e ciò ha favorito a dar vita a una cultura turistica encomiabile.
 
Il Parco Nazionale del Caffè permette di osservare il processo di produzione dei chicchi, finno all’assaporare il prodotto finito: il caffè colombiano.
Il museo propone una replica della città coloniale del passato, dove il turista può godere degli spettacoli e musica del posto, e spostarsi su una funivia che regala viste panoramiche da togliere il fiato, di un paesaggio esuberante e di diversi impianti meccanici.


El Eje Cafetero, es una región geográfica, cultural, económica y ecológica de Colombia.
 
Por la importancia cultural y el paisaje cultural de esta región, procedió la Unesco en declarar como Patrimonio de la Humanidad en el año 2011, parte de esta zona, para reconocer el paisaje y la cultura más representativo de esa región cafetera, a la cual se le denominó Paisaje Cultural Cafetero.
Las condiciones climáticas y geológicas de esta región, determinan la producción de un café de alta calidad, con periodos de cosecha relativamente cortos.
Los campesinos de la zona han desarrollado técnicas de cultivo, recolección y procesamiento del grano, y todo hecho “grano por grano”, y han conservado esta forma de procesar la industria pese a las nuevas técnicas de la industrialización agrícola masiva.
El famoso ícono publicitario “Juan Valdez”, representado por un campesino paisa vistiendo carriel, sombrero aguadeño y poncho, y acompañado por una mula, se ha constituido en un triunfo de la comunicación publicitaria. Juan Valdez ha sido considerado enEstados Unidos como la imagen publicitaria de mayor recordación entre los habitantes de ese país en el año 2005.
El Eje cafetero colombiano debe su bienaventuranza al café. La región, con el legado paisa ha creado una identidad propia en sus costumbres actuales, y con ella ha desarrollado una cultura turística encomiable.

Parque nacional del Café  donde se observa el proceso de la producción del grano hasta el saborear un tradicional café colombiano; este museo, como todos los demás parques temáticos, son una réplica de la ciudad colonial, donde el turista disfruta de espectáculos de baile y música autóctona, de vistas panorámica desde teleférico con un paisaje exuberante, y de diversas atracciones mecánicas.

Far Away: CHI SONO

Far Away: CHI SONO: CHI SONO Mi piace l’idea di raccontarmi attraverso i viaggi. Viaggiare racchiude in una parola tutto ciò che sono. Raccontare s...

CHI SONO



CHI SONO

Mi piace l’idea di raccontarmi attraverso i viaggi. Viaggiare racchiude in una parola tutto ciò che sono.

Raccontare se stessi è un’esigenza che provano moltissime persone quotidianamente: innanzitutto si cerca di far sentire la propria voce agli altri intorno a noi, ma facendo ciò, automaticamente ciò che vogliamo comunicare rimbalza nuovamente contro noi stessi, e ci aiuta a mettere i nostri pensieri al posto giusto. A capire chi siamo.
La volontà di trasmetterci completamente agli altri assume diversi significati, in alcune persone addirittura ciò non è presente. Taluni mirano semplicemente ad essere al centro dell’attenzione. Altri gridano la loro voce per sentirsi parte di un gruppo, per vedere i propri pensieri trasformarsi in realtà.

E poi arrivo io, con la mia idea di aprirmi un varco tra le persone per esprimere (e poter così condividere) tutto ciò che ho imparato nella vita.
Ad un certo punto, sento l’inesorabile intrepida esigenza di raccontare i miei pensieri quotidiani, il modo in cui affronto la vita ogni giorno.
Vien da sé pensare che se fossi una ragazza qualunque che passa le giornate ad oziare e senza pensieri ben definiti, bè non mi verrebbe nemmeno in mente di scrivere su me stessa. Innanzitutto perché non avrei abbastanza pensieri per riempire delle righe.

Per questo il progetto di raccontarmi, non è fine a se stesso. Non è rivolto a un mio capriccio personale, per il quale rileggermi tra vent’anni e scoprire come sono cambiata. Io so chi sono, so come sono, e i ricordi li conservo dentro me stessa, non tra pagine di un libro (che spesso vanno perdute e non potranno essere rilette).
Il vero motivo dello scrivere è trasmettere i miei pensieri perché magari possano essere utili ad altri.
Vorrei essere abile abbastanza da comunicare e far arrivare ai lettori il mio amore per il mondo, per gli angoli più nascosti della Terra, per ogni singola città o elemento naturale che nasconde il nostro Paese. Vorrei essere utile e di aiuto per le persone, attraverso ciò che ho da dire. Mi piace essere onesta e non credo magari di poter essere trovata interessante da molti, anzi parecchi noteranno solo pagine di parole vuote.
Ma se riuscirò a trasmettere anche a solo una persona le emozioni che provo quando viaggio con lo spirito di vivere che da sempre mi ha contraddistinta, ecco a compiere questo lavoro ne sarà valsa assolutamente la pena.

Alternerò a riflessioni quotidiane, immagini di posti a mio avviso fantastici, che mi aprono il cuore (che spesso non ho mai visitato fisicamente, ma verso i quali ho viaggiato attraverso libri, documentari e racconti, viaggio quest’ultimo che a parer mio rappresenta il Vero spirito del viaggiatore).

Credo che al mondo esistano diversi tipi di interpretazione di un viaggio: persone che non hanno intenzione di muoversi da casa. Persone che comprano una casa al mare per trascorrervi i momenti liberi. Persone che non comprano una casa al mare per poter visitare ogni volta moltissime posti diversi in tutto il mondo.

Io appartengo a quest’ultimo gruppo.

La mia idea di viaggio è singolare a modo suo.

Lo interpreto come un saltellare continuamente da un posto all’altro, senza mai fermarsi, e conoscere di ogni luogo le sue peculiarità, rimanerne estasiata e subito cambiare per poter vedere più luoghi possibili.

Ammetto che vivere un posto è sempre meraviglioso, infatti molte volte ritorno in luoghi già visitati per coglierne altre sfumature. Ma subito dopo ecco che riparto.

Di ogni luogo, ne rammento le notizie principali, i motivi per il quale è famoso, o semplicemente gli aspetti che mi hanno colpita, come se il viaggio fosse una scatola di cioccolatini e per ogni fossetta, (simbolo dei vari luoghi della terra), avessi a disposizione un cioccolatino diverso da posizionare, e scegliessi il più prelibato e delizioso che meglio lo rappresenta!

A volte mi domando perché mi venga voglia di comunicare i miei pensieri, ma penso di saperne il motivo: spero che qualcuno, sfogliando le pagine, possa imbattersi in questi pensieri, trovarne famigliarità e possa avere il conforto che si può essere felici sempre, la felicità vera esiste e posso provarlo.
Non esiste mai un momento così straziante da non avere soluzione.

Spesso mi capitava di chiudermi in me stessa (e ciò coincideva anche con il chiudermi in una stanza, ma poi ho capito che l’ambiente non è la causa, anzi non ha niente a che vedere con l’ambiente interno. Potevo essere in giro per il mondo, in una stanza in un attico a Londra, oppure in un paesino sperduto dell’Italia, e ho provato le stesse sensazioni. Quindi non preoccupatevi, il problema da affrontare è la vostra mente).
Chiudendomi in me stessa, osservavo le altre persone (spesso attraverso la TV oppure semplicemente affacciandomi dalla finestra) e ero convinta che fossero tutte più felici di me. E quando ti senti così giù di morale che non puoi fare a meno che fare ancora di meno e deprimerti, diventando un vegetale e sentendoti ancora più triste, è a quel punto che reagisci.
Quando tocchi il fondo reagisci.       
Hai una voglia di vivere che spaccheresti il mondo.
Ed è con questa grinta fuori dal normale che le persone hanno dato vita a delle cose meravigliose: studiando i personaggi più celebri della storia, si nota con meraviglia che tutti, e dico proprio tutti, provengono da storie tristi, da un passato di sofferenze, alle quali si sono ribellati e ne sono usciti più potenti che mai.
Quello è il segreto del successo.

L’intensità con cui arrivi a provare sofferenza e con cui ti scaraventi sul fondo, è direttamente proporzionale alla felicità che ti regalerà il futuro.
Bisogna però aspettare e ragionare su se stessi.

Prendiamo Marylin Monroe, di cui Sky Arte ne dipinge un ritratto interessante: dopo un’infanzia passata a soffrire per la malattia mentale della madre, si è scatenata in lei una voglia pazzesca di farsi notare per la sua bellezza e per la sua personalità.

Se privi una persona di un determinato oggetto, sin da piccola, questa crescerà facendo di tale oggetto la sua fonte ispiratrice e sarà la sua ricchezza.
Se privi un bambino di vedere la luce del sole, lui da grande scoprirà la Luna. Lui arriverà a toccare il sole.
Se privi un bambino di giochi perché costano troppo e non puoi permetterteli, questi crescerà con un carisma immenso nel volersi guadagnare da vivere, ed avrà successo.
Bisogna provare a non avere qualcosa per far nascere in sé quell’energia e sfrontatezza che ti permetterà di vivere davvero e farti strada.

Farsi valere non è un concetto facile da capire, ma ci si può arrivare.
Spesso, chi sa come conquistare e farsi notare, è una persona che ha ricercato spesso questo nel nucleo famigliare passato, e ha dovuto dimostrare ai genitori molto, genitori che ora si sono virtualmente trasformati in capi di lavoro, amicizie, professori, tutte persone a cui piace dimostrare qualcosa.
Ma se non si ha avuto la fortuna di poter dimostrare qualcosa, spesso perché troppo viziati e coccolati, bè c’è sempre un rimedio.
Che è ancora più potente.
Dimostra a te stesso. Cerca negli altri quei complimenti che ti mancano per essere sicura di te. Spesso ti senti giù di morale perché pensi di non valere nulla. Ecco, trasforma quella rabbia e quel rigurgito della tua situazione in voglia di cacciare via la tristezza, aumentando la tua autostima. E come accrescerla? Cerca continuamente apprezzamenti e complimenti dalle altre persone.
Si può sempre modificare il proprio carattere. Sempre. Sempre. Sempre.